Sunday, October 01, 2006

Finchè c’e alcool c’e speranza (romanzo, prima parte)


(Από δω και πέρα μόνο ιταλικά θα βάζω!)

Dimitrios Mamaloukas
Finchè c’e alcool c’e speranza (romanzo)


(Traduzione dalla pagina 17 fino alla 25. È l’ inizio del secondo capitolo.)
Dimitris, l’ eroe principale torna in Italia dopo pochi anni. Viaggando con il treno quasi tutta la notte arriva in una grande citta. Dopo poche ore di sonno in un albergo esce per fare un giro e per bere un caffe...

(Traduzione: Antonio Giovetti)

Capitolo 2

LA CITTÀ SCONOSCIUTA


Uscii a fare un giro nella città sconosciuta. Dopo un po’ cominciò a piovigginare. Camminavo lungo una grande strada. Accanto a me c’erano gli imponenti edifici d’epoca fascista che avevano maestose porte d’ingresso.
“Sarai sempre straniero in Italia, per quanto tempo ci starai. Non ti sentirai mai come in Grecia”. Era la verità. Questa voce che risuonava dentro di me aveva ragione. “Sarai per sempre straniero”. La pioggia infangava i marciapiedi, il cielo era nero e l’atmosfera cupa. Giunsi in una piazza. Non ne conoscevo il nome, ma in tutte le città d’Italia le piazze sono dedicate a Mazzini, a Cavour o a Garibaldi. Così anche questa. Mi guardai attorno: c’erano alcuni bar, un negozio di tabacchi, due gioiellerie, tre banche, studi legali e imprese. Strinsi i lacci del mio giubbotto dal momento che il freddo si faceva più intenso. Avevo urgente bisogno di un caffè.
Scelsi un bar in un vicolo accanto alla piazza. Mi era sembrato un luogo meno turistico. Non c’erano che cinque o sei persone in fondo al banco. Pagai alla cassa e mi diressi dal barista. Era arabo, probabilmente siriano. Ordinai e in un minuto mi servì il caffè. Feci i soliti meccanici movimenti con il cucchiaino dello zucchero e bevvi il mio espresso. La cosa migliore in quel momento. Chiesi al barista un bicchiere d’acqua non gasata. Mi distrassi per un attimo a vedere gli altri clienti. Un tipo mi fissava in maniera strana. Lo fissai anch’io. Era alto e robusto e aveva circa trentacinque anni. Indossava un giubbotto ordinario e le sue scarpe erano ormai consumate. Supposi che lavorasse come muratore o che svolgesse una simile professione. Rifissai il suo volto. Venne accanto a me e mi disse: “Sei greco amico?”. Rimasi smarrito per un po’, poi risposi di sì. Succede molto spesso di riconoscere subito i greci quando sei da anni in Italia. Il tipo l’ aveva riconosciuto, mentre io no.
“Mi chiamo Andreas”, mi disse sorridendo e tendendomi la mano. “Dimitris” risposi stringendogliela. Non sapevo se desideravo di parlare con greci in quel momento, ma non potevo fare altrimenti. Cosi, iniziammo a parlare. Mi rivolse una domanda che mi sarei aspettato e cioè se fossi ancora uno studente universitario e dove studiassi, se per caso lavorassi o, infine, che cosa cercassi in Italia. Pensai per un po’ e decisi di dirgli la verità: “Ho studiato in Italia per sette anni, ho completato i miei studi, sono tornato in Grecia per compiere il servizio militare e – qui feci una breve pausa – sono tornato qui in Italia per fare un giro, per ricordarmi dei vecchi tempi…”
Non sembrò molto convinto di ciò che andavo dicendo, non sorrideva più, forse pensava che lo stessi prendendo in giro. Gli chiesi se volesse che gli offrissi un caffè. Mi fece cenno di sì. Presi i soldi dalla tasca anteriore e Andreas li guardò molto attentamente. Il barista gli servì il caffè ed egli lo bevve tutto d’un sorso, gesto che è così naturale in Italia e che invece stupisce i greci. Lo guardai negli occhi, ed egli mi fissava in modo strano. Gli dissi: “Non ti sto ingannando, ti sto dicendo la verità”. Mi chiese dove avessi studiato e io gli riferii la piccola città del Sud. “Hai terminato?” mi chiese nervosamente. “Sì”, dissi. “E allora che sei venuto a fare in Italia amico?” La discussione prese una brutta piega. Non gli davo torto. Sembravo veramente avere un atteggiamento strano. Comunque, Andreas improvvisamente cambiò tono e mi chiese scusa. Mi diede una manata sulla spalla e iniziò a parlare di se senza che glielo avessi chiesto.
“Sono in Italia da quando avevo diciannove anni. Nove anni in questa città. Molti. Siamo venuti qui per studiare, poi abbiamo tentato di fare alcuni lavori… siamo rimasti qui. Questo ha importanza. Ho già compiuto trentatrè anni. Se hai vissuto in Italia, già saprai le cose... cosa vuol dire...”
Aveva ragione. Avevo gia visto tali situazioni. Feci cenno con la testa di sì ed egli continuò a parlare. “Non c’è un soldo amico, e di lavoro niente. Non trovo nulla. Faccio qualsiasi lavoro: muratore, imbianchino, facchino…”. Guardai le sue mani. Non mentiva. Erano mani forti, grandi, sporche e distrutte dalla fatica. Presi un pacchetto di MS dal mio giubbotto e gli offrii una sigaretta. Ne presi una anch’io e la accendemmo. Poco dopo si volse e mi disse: “Dove andrai ora? Dove stai?” Scrollai con indifferenza le spalle come se gli dicessi: “Dove vuoi”. Sorrise in modo ironico. Era chiaro che avrebbe preparato la frase che avrebbe detto. Volse lo sguardo di fronte a me e mi disse: “Sai dove abito io? Al quartiere Sant’Angelo, nei grandi alveari. Nel condominio chiamato incubo b, dove abitano i dannati. Lì dove oggi sei vivo e domani sei morto. Forse la parte più brutta d’Italia. Se vuoi rimanere veramente sconvolto, vieni a dormire da me stanotte”.
Disse queste cose tutto d’un fiato e iniziò a ridere. Credevo di aver visto e passato di tutto durante i sette anni di vita nel Sud. Inoltre, questo era un invito diretto. Accettai volentieri. Il mio viaggio cominciò ad avere senso. Iniziai a sentirmi nuovamente dentro i meccanismi oscuri dell’Italia degli studenti greci, della povertà e del marciume. Lontano dai luoghi turistici, dai ristoranti costosi e dale belle immagini che vedono i turisti.
(continua)

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12 Comments:

Blogger Librofilo said...

Μήπως μπορείς να βάλεις και την Ελληνική μετάφραση για εμάς τους αδαείς?Ετοιμάζεσαι γιά διεθνή καριέρα?Ά ναι,καλό μήνα

1/10/06 8:14 PM  
Blogger Mamaloukas said...

Καλό μήνα αγαπητέ Λιμπρόφιλε. δυστυχώς δεσμεύομαι λόγω κόπιραιτ να δημοσιεύσω τη μετάφραση! (όλο το βράδυ έψαχνα τη δικαιολογία )
το βιβλίο άλλωστε κυκλοφορεί κανονικά! (μικρή μπηχτή).

2/10/06 7:55 AM  
Blogger Composition Doll said...

Μεταφράζουμε από/προς τις κάτωθι γλώσσες: αγγλικά, γαλλικά, ιταλικά.

Στα ισπανικά μπορούμε να σας πούμε την κεντρική ιδέα.

Πληροφορίαι εντός.

Τιμαί λογικαί.

2/10/06 9:48 AM  
Anonymous Anonymous said...

Μα, ντεν έχω ντίπλωμα ιταλικής, καρντιά μου... Που θα έλεγε και η διαφήμιση

2/10/06 11:27 AM  
Blogger Mamaloukas said...

telika mono o rouvalis ua to diabasei! xaxaxaxa

2/10/06 11:40 AM  
Blogger Mamaloukas said...

@compo
Ante loipon miss doll metafraste

2/10/06 11:41 AM  
Anonymous nuwanda said...

Mamaloukas International!

2/10/06 11:58 AM  
Anonymous Anonymous said...

άτιμο σχολείο που με μάθαινες κάτι Γαλλικά της κακιάς ώρας...Άχρηστα! Άχρηστα! Άχρηστα!
Εξανίσταμαι...

2/10/06 12:01 PM  
Blogger Composition Doll said...

Μαμαλούκα, τσάμπα δεν μεταφράζουμε τίποτις!!

Εν τη παλάμη κ.λ.π, κ.λ.π.

:p

2/10/06 10:46 PM  
Blogger ladychill said...

Κι εγώ με την όρεξη έμεινα...

3/10/06 1:29 AM  
Anonymous aura voluptas said...

.........

:(

3/10/06 2:15 AM  
Anonymous μαργαρίτα said...

πολλοί ιστορικοι αόριστοι βρε παιδάκι μου

16/10/06 4:20 PM  

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